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Accordo Pensioni Sindacato Governo

ACCORDO SINDACATI GOVERNO: STANZIATI 6  MILIARDI DI EURO PER LE PENSIONI NEI PROSSIMI 3 ANNI 

 

Governo e sindacati, dopo mesi di incontri, hanno finalmente firmato il verbale di accordo sulle modifiche alle pensioni per i prossimi tre anni da introdurre nella prossima Legge di stabilità. Per la decisione finale bisognerà aspettare metà ottobre, ma dopo tanti anni si è avviato un percorso di confronto tra parti sociali.

Annamaria Furlan, Segretaria generale della Cisl è parzialmente soddisfatta e ricorda che «dopo tanti anni i pensionati vedono un po’ di giustizia» e quello raggiunto «è un buon risultato».

Ecco i principali punti dell’accordo:

  • La quattordicesima, la somma aggiuntiva prevista per i pensionati con bassi redditi ma in base ai contributi pagati, sarà estesa a 3,3 milioni di persone, ovvero ai pensionati con redditi personali complessivi che arrivano fino a 1000 euro al mese (fino ad ora il limite era di 750 euro).

 

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  • LAVORATORI PRECOCI: chi ha lavorato per 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima di compiere i 19 anni d’età, potrà uscire dal mondo del lavoro con 41 anni di contributi. Tale misura si applica alle categorie di lavoratori in difficoltà: disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, coloro che hanno svolto attività gravose e usuranti in almeno 7 anni degli ultimi 10 di lavoro. E’ in via di definizione l’elenco dei lavori considerati “gravosi”, al momento sono stati identificati come tali:

– Operai industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

– Conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione

– Conciatori di pelli e pellicce

– Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

– Conduttori di mezzi pesanti e camion

– Professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro in turni

– Addetti all’assistenza personale di non autosufficienti

– Facchini, addetti allo spostamento di merci e similari

– Professori di scuola pre-primaria

– Personale non qualificato ai servizi di pulizia

– Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

  • APE: L’anticipo pensionistico su base volontaria consentirà di lasciare il lavoro 3 anni e 7 mesi prima per chi è nato tra il 1951 e il 1953. sarà quindi necessario aver compiuto 63 anni ed avere  minimo 20 anni di contributi. Chi lo sceglierà subirà un taglio dell’assegno pari circa al 4,6% per ogni anno di anticipo.

E’ stato poi previsto un APE social, che prevede un reddito “ponte” interamente a carico dello Stato fino ad un massimo di 1500 euro lordi, riservato a chi:

– è disoccupato “involontario” senza ammortizzatori sociali con minimo 30 anni di anzianità contributiva;

– oppure disabile con un grado  di invalidità pari o superiore al 74% e una anzianità contributiva  minima di 30 anni;

– chi, sempre avendo una anzianità contributiva di minimo 30 anni, svolge lavoro di cura di assistenza di un famigliare di primo grado o convivente con disabilità grave disabile a carico;

– Lavoratore in attività “gravose”, con almeno 36 anni di contributi

Questi potranno andare in pensione anticipatamente senza subire tagli sulla pensione e senza dover restituire nulla.

 

E’ stato poi previsto un APE AZIENDALE, nel caso di progetti di ristrutturazione aziendale o gestione delle crisi aziendali, sarà possibile, sulla base del contratto collettivo, che il rimborso pensionistico sia a carico del datore di lavoro o della bilateralità.

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  • ADEGUAMENTO NO TAX AREA a 8124 euro, come per i lavoratori attivi. Questo permetterà a molte persone di risparmiare su tasse regionali ed addizionali comunali.

 

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  • RICONGIUNZIONE CONTRIBUTI sarà gratuita, quindi chi ha cambiato lavoro nel corso della sua carriera potrà ricongiungere i contributi versati nelle diverse casse previdenziali senza alcun onere. In questo meccanismo rientra anche il riscatto della laurea, che quindi non andrà solo ad aumentare il montante della pensione, ma sarà anche valido ai fini del raggiungimento dei requisiti di pensionamento.

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Altre misure che erano state proposte dal sindacato, saranno rimandate ad una “fase 2” come Poletti ha voluto definire, nella quale verranno discussi altri provvedimenti sulle pensioni, come la pensione contributiva di garanzia, legata ai contributi versati, rivolta soprattutto ai giovani che rischiano di avere un assegno pensionistico troppo basso.

Secondo Anna Maria Furlan c’è stato un “cambio di paradigma rispetto alla legge Fornero” – ha detto la leader della CISL. Finalmente- ha osservato- si usa un linguaggio di coesione sociale e non di spaccatura tra generazioni. Questo non significa che “ci accontentiamo: la nostra piattaforma è nella nostra testa e nei nostri cuori”. Quindi per Furlan “il lavoro va avanti, restano ancora tante cose da fare”, ma quello di oggi “è un buon risultato”.

Anche Gigi Bonfanti, Segretario Generale dei Pensionati CISL si dice soddisfatto perché “rappresenta un traguardo importante dopo mesi di lavoro, che ridà ai nostri pensionati la dignità che per troppo tempo è stata loro negata. Dopo anni nei quali ci siamo battuti per affermare i loro diritti senza ricevere ascolto da parte del governo, assistiamo finalmente ad una presa di posizione con la quale i nostri pensionati ricevono qualcosa senza dare nulla in cambio. Aver ampliato il numero cui andrà la 14esima e l’equiparazione della no tax area tra lavoratori e pensionati, sono due traguardi importantissimi per noi. Naturalmente non ci fermiamo qui: questo è solo il primo passo di un percorso che andrà avanti a partire da domani, sperando che le risorse a disposizione del Governo permettano di portare a compimento anche le altre nostre richieste, come la rivalutazione delle pensioni prevista nella fase due di questo confronto col Governo.

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