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2° Congresso Pensionati CISL Romagna

Mar 21, 2017| Non ci sono commenti »

Segreteria

DOMENICO FORTE RICONFERMATO SEGRETARIO FNP CISL ROMAGNA

Intervista a cura di Margherita Turchetti

 

Sono passati 4 anni dal Congresso che ha unificato le tre Provincie romagnole e tempo di bilanci?

E’ stato un quadriennio ricco di avvenimenti, che hanno interessato tutti i settori della vita sociale, politica ed economica del Paese e anche nella CISL ha prodotto sostanziali cambiamenti. Dobbiamo dare il massimo risalto alle RLS (Rappresentanze Locali Sindacali) ai Delegati comunali, a tutte le persone che rappresentano localmente la Cisl, in grado di fornire risposte concrete di tutela individuale e collettiva.

Quindi una FNP più vicina agli iscritti?

Certamente sì. Su questa strada, con sempre maggior impegno dovremo sviluppare un contatto assiduo con i pensionati nelle comunità locali, attraverso una capillare informazione. Tutto ciò richiede una continua crescita nel territorio incrementando i contatti con la gente, frequentando maggiormente i luoghi di aggregazione e intensificando le occasioni di incontro per capire meglio le problematiche locali.

Come vedi il ruolo del Sindacato negli anni futuri?

Dobbiamo riflettere sul ruolo che il Sindacato ha oggi e dovrà avere nei prossimi anni. Così come è oggi, ha ancora ragione d’essere, oppure  esistono vie alternative, più al passo con i tempi e con i mutamenti sociali ed economici che stiamo vivendo? Lo sviluppo tecnologico, la crescita demografica ci obbliga a confrontarci, per non essere esclusi dai processi di riforma e di cambiamenti in atto nella società. La Fnp deve accrescere la propria capacità di capire e interpretare tali mutamenti e reinventarsi un nuovo rapporto con la società, i cui principi tradizionali stanno evolvendo ad una velocità finora impensabile.

La crisi attuale nella situazione politica – economica.

Gli effetti devastanti che essa ha provocato in quasi tutto il mondo tra cui l’Italia, stanno perpetuando una situazione caratterizzata da una disoccupazione giovanile troppo alta, da una crescita quasi inesistente e un debito pubblico che non accenna a diminuire. Una crisi che ha arricchito alcune fasce sociali e impoverito le fasce più deboli, pensionati compresi, specie quelli con pensioni sotto i mille euro. Crisi “mal gestita” da una politica, il più delle volte rissosa e incompetente,  che vede aziende importanti abbandonare l’Italia lasciando sul lastrico migliaia di lavoratori e costringendo moltissimi giovani ad emigrare.

I Pensionati e le pensioni?

La globalizzazione, la finanza selvaggia che sovrasta l’economia reale sono cresciute le disuguaglianze sociali e la povertà, interessa intere fasce sociali.  In questo contesto, si tende a colpevolizzare coloro che per fortuna hanno qualche garanzia, come i pensionati, quasi fossero una categoria di privilegiati da contrapporre alle giovani generazioni e da spremere ogni volta che le casse dello stato lo richiedono. La dignità dell’anziano, che ha lavorato una vita e che ha contribuito a costruire il benessere e la democrazia  di questo paese, è messa continuamente in discussione.

Si può dire che il rapporto del Sindacato col Governo è difficile?

C’è voluta la grande manifestazione del 19 maggio 2016 a Roma, in Piazza del Popolo per ristabilire   i contatti col Governo e iniziare una collaborazione che ha portato alla firma di un verbale sul sistema previdenziale nel quale, fra l’altro, ci sono più risorse per la 14° fino a mille euro di pensione; la possibilità di cumulare i contributi versati presso gestioni pensionistiche diverse; il completamento dell’equiparazione alle esenzioni Irpef per i pensionati; il sostegno ai lavoratori precoci; rivalutare i trattamenti pensionistici in essere; ricostruire il montante previdenziale; valorizzare e tutelare il lavoro di cura a fini previdenziali; approfondire lo studio della separazione tra previdenza e assistenza e altro ancora. L’accordo non è esaustivo, ma rappresenta un punto di partenza per affrontare altri temi di primaria importanza, tra cui la questione degli incapienti e della non autosufficienza.

Si è parlato molto delle pensioni di reversibilità, sono in pericolo?

La reversibilità è frutto di pensioni create da contributi, cioè da soldi pagati dai lavoratori e dalle aziende. Non è una rendita parassitaria.

La scarsità delle risorse, l’invecchiamento progressivo e costante della popolazione, l’emergere di nuovi bisogni e disuguaglianze stanno mettendo a dura prova la sostenibilità complessiva dei sistemi sociali pubblici. Un aumento progressivo dell’aspettativa di vita media insieme ad un basso tasso di natalità, portano ad un quadro di criticità con molti problemi di disabilità o non autosufficienza. Si pensi all’evoluzione del ruolo della donna nella nostra società, che subisce carichi familiari crescenti, con meno tempo libero disponibile. Un maggior numero di donne della generazione attuale non ha o non avrà figli che potranno prendersi cura di loro. Entra così in crisi un modello di welfare che ha fatto per lungo tempo affidamento sull’aiuto reciproco tra generazioni e sul lavoro di cura, non retribuito, fornito sopratutto dalle donne.

La situazione non è molto allegra?

Non voglio essere pessimista ma, questi sono aspetti che un Sindacato confederale che intende tutelare e rappresentare i lavoratori lungo tutto l’arco della vita lavorativa, deve tenere in debita considerazione. L’evidente crisi del “welfare State” è determinata in modo particolare dalle conseguenze della crisi economica e dai cambiamenti demografici, pensiamo ad esempio che circa 11 milioni di cittadini, nel 2015, hanno rinunciato alle cure per mancanza di risorse. Negli ospedali sono diminuiti i posti letto, le RSA sono insufficienti, con pesanti ripercussioni sulle fasce deboli della popolazione, tutto questo offre un quadro preoccupante che va seguito con grande attenzione dal Sindacato.

Come concludiamo questo lungo discorso?

Giovani e anziani devono operare in sinergia, in uno scambio arricchente tra chi ha esperienza e chi ha nuove capacità e competenze anche tecnologiche. Chi vuole metterci gli uni contro gli altri non ha capito nulla del valore autentico della solidarietà tra generazioni, valore al quale la FNP non rinuncerà mai. Favorire la creazione di lavoro e prospettive migliori per i giovani rimane un obiettivo primario della CISL.

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